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Mutazione CCR5-delta32: origine di 9.000 anni fa vicino al Mar Nero, oggi presente nel 25% dei danesi

Ultimo aggiornamento ·
Uno studio su Cell: la mutazione CCR5-delta32 (resistenza all'HIV) risale a 9.000 anni fa nel Mar Nero. Frequenze fino al 25% nel DNA vichingo.

Uno studio pubblicato sulla rivista Cell ha tracciato l’origine antichissima della mutazione rara CCR5 delta 32, che impedisce al virus HIV di entrare nelle cellule umane. Chi eredita due copie di questa mutazione è praticamente immune a molte varianti dell’HIV. La notizia è stata riportata da Dario Radley su Archeology News Online Magazine a partire dallo studio Tracing the evolutionary history of the CCR5delta32 deletion via ancient and modern genomes

Lo studio ha analizzato il DNA risalente all’epoca vichinga (800–1050 d.C.), trovando la mutazione CCR5 delta 32 in alcuni individui vichinghi. Questo ha permesso ai ricercatori di ricostruire una linea di trasmissione genetica che parte da un individuo vissuto 6.700–9.000 anni fa nella regione del Mar Nero fino a popolazioni nord-europee più recenti.

Indizi dalla scienza, utili alle nostre ricerche su Tracce dal Passato

La mutazione è oggi riscontrabile:

  • nel 10-16% circa degli europei
  • e fino al 25% dei danesi

Lo studio smentisce l’ipotesi che la mutazione si sia diffusa in epoche più recenti, come durante la Peste Nera o l’epoca vichinga: si diffuse tra 9.000 e 6.000 anni fa, molto prima.

Questi dati hanno portato alla conclusione di – almeno – un singolo antenato dei popoli oggi del nord, vissuto nella regione del Mar Nero migliaia di anni fa.

Tratti “nordici” nei territori di Iran e Turchia 9.000 anni fa?

Come sappiamo il Mar Nero ha attorno a sé Turchia, Bulgaria, Romania, Ucraina, Russia e Georgia. E vicini ma non costieri: Moldavia, Armenia e Azerbaigian, Kazakistan e Iran.

Due territori, evidenziati, rimandano a culture molto antiche. Come sappiamo sono i territori di Sumer e della leggendaria Troia.

Un antico popolo, in Pakistan, che potrebbe poi essersi spostato in Mesopotamia

Gli studi di Enrico Baccarini, sintetizzati egregiamente nel libro “India: La Civiltà Perduta”, si sono concentrati negli anni anche sui Kalash del Pakistan, un popolo misterioso per le proprie particolari origini etniche e fenotipiche all’interno del contesto in cui vivevano.

I Kalash sono biondi, occhi azzurri o verdi, possiedono le tipiche caratteristiche che oggi definiremmo di una popolazione “nordica” […]

Come nota Sergio Stocchi […] vi è l’ipotesi che si tratti di un esemplare superstite della popolazione autocnona, agli arii. Quegli stessi arii, o ariani, portatori della religione vedica, che migrando millenni or sono dai monti dell’Asia centrale scesero nelle pianure del sub-continente indiano e, mescolandosi con i preesistenti popoli dravidici, diedero origine alle attuali popolazioni dell’India.

Piccoli e scuri i dravidi; alti, forti e dalla pelle chiara gli arii. Sono i due estremi etnici ancora evidenti oggi in India confrontando i tamili del sud con i pingiabi del nord.

India: La Civiltà Perduta, di Enrico Baccarini

Credits immagine: Oleksey 88 – Own work

Gli studi di Enrico Baccarini in particolare poi si concentrano sull’ipotesi che parte dei popoli della Mesopotamia, i Sumeri, arrivassero proprio dai territori di India e Pakistan. E si fossero poi mescolati nel tempo con gli Accadi, del luogo, per usanze e cultura. Un altro territorio rilevante in questi studi è la Turchia, per i siti di Baalbek e Göbekli Tepe, luogo che è prova di grandi tracce culturali risalenti ad almeno 11.600 anni fa.

Importanza medica

La mutazione disattiva la proteina CCR5 che normalmente guida le cellule immunitarie verso le aree infiammate, rendendo più difficile per l’HIV infettare le cellule. È stata utilizzata in medicina per trattare con successo alcuni pazienti di HIV.

Conclusioni

Lo studio pubblicato su Cell fa luce sulle origini della mutazione genetica CCR5 delta 32 e apre nuovi scenari sulle antiche migrazioni umane e la diffusione dei tratti genetici nel corso dei millenni.

La presenza della mutazione tra individui vissuti tra i 6.700 e 9.000 anni fa nella regione del Mar Nero suggerisce un’origine molto più antica di alcune culture rispetto a quanto si ritenesse in passato. Il gene non è semplicemente l’adattamento recente a epidemie medievali ma una caratteristica genetica risalente a epoche di grandi migrazioni.

Collegamenti tra tratti “nordici” in territori come l’attuale Turchia e l’Iran, e le caratteristiche fenotipiche del popolo Kalash in Pakistan, che potrebbe essersi spostato in antichità verso i territori dell’attuale Iran, fanno emergere interrogativi sulle origini di civiltà come quelle sumera o vedica.

In questo senso, la genetica si dimostra uno strumento importante non solo per la medicina, ma anche per le ricerche sulle civiltà perdute. Ogni sequenza del DNA può diventare un filo d’Arianna per orientarci nei labirinti del passato. Tracce dal Passato continuerà a seguire questi segnali, alla ricerca delle tracce lasciate da popoli remoti, la cui storia è scritta non solo nella pietra, ma anche nel sangue.

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