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Gli Etruschi nella Roma arcaica: dai villaggi del Palatino ai re etruschi del VI secolo a.C.

Gli Etruschi nella Roma arcaica: dai villaggi del Palatino ai re etruschi del VI secolo a.C.
Mura Serviane, Roma – Giovanni Rinaldi/Shutterstock.com
Ultimo aggiornamento ·
Evidenze culturali e archeologiche confermano la presenza etrusca nella fondazione di Roma, con focus su alcune origini dei re e rituali dell'antichità.

Come sappiamo, possiamo risalire alla fondazione dell’Impero Romano attraverso due pilastri: quello storico e quello mitico-leggendario.

Cosa sappiamo a livello storico della fondazione di Roma

Dal punto di vista storico gli studiosi concordano sul fatto che Roma nacque dall’unione di più villaggi latini e sabini distribuiti sui colli attorno al Tevere, soprattutto il Palatino, e poi Celio e Quirinale.

Al IX-VIII secolo a.C. risalgono infatti gruppi organizzati in quelle aree, dediti al commercio e agli scambi culturali, che sfruttavano la vicinanza al Tevere. Ricordiamoci che al di là di una parte del Mediterraneo dell’Ovest c’era la Sardegna, e il popolo Nuragico era solito effettuare attività di commercio con le popolazioni al proprio Est, tra cui gli Etruschi.

Secondo numerosi archeologi, tra cui Andrea Carandini, uno dei massimi esperti della Roma arcaica, gli Etruschi giocarono un ruolo diretto nella strutturazione urbana di Roma tra l’VIII e il VI secolo a.C. Carandini, ad esempio, ha interpretato alcune strutture rinvenute ai piedi del Palatino (come la cosiddetta “Casa di Romolo”) come segni di un’organizzazione urbana già avanzata, compatibile con influenze etrusche. Ha inoltre raggiunto la conclusione che un re etrusco -probabilmente Tarquinio Prisco- potrebbe aver diretto i lavori del grande sistema di drenaggio del Foro, la Cloaca Maxima. Tesi approfondita nel suo libro La nascita di Roma: Dei e uomini alle origini della città, pubblicato da Einaudi nel 1997.

Nella zona del Foro Romano, vicino al Palatino, sono stati ritrovati resti di capanne, sepolture e manufatti compatibili con la cultura etrusca, tra cui ceramiche e oggetti decorati in stile etrusco.

Le decorazioni architettoniche dei primi templi (come quelli sul Campidoglio e sul Foro Boario) mostrano stili tipicamente etruschi.

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita reperti etruschi provenienti da Roma stessa, sebbene la maggior parte delle collezioni provenga da importanti centri etruschi come Veio, Cerveteri e Vulci.

Un esempio significativo è la Cista Ficoroni, un cofanetto portagioielli in bronzo del IV secolo a.C., realizzato da Novios Plautios, un artigiano che, come indicato dall’iscrizione sull’oggetto, lo fabbricò a Roma.

Dettaglio della cista ficoroni - Reperto etrusco presente a Roma e conservato presso il Museo di Villa Giulia
Dettaglio della Cista Ficoroni, reperto etrusco al Museo di Villa Giulia – Dima Moroz/Shutterstock.com

“DINDIA MACOLNIA FILIAE DEDIT / NOVIOS PLAUTIOS MED ROMAI FECID” che significa

“Dindia Macolnia lo donò alla figlia / Novios Plautios mi fece a Roma”

Almeno due re di Roma erano Etruschi

Secondo gli studiosi, Tarquinio Prisco era di origine etrusca; Tito Livio lo conferma nelle Storie. A lui si attribuisce la costruzione del Circo Massimo e la supervisione della Cloaca Maxima.

Servio Tullio è un altro re la cui origine etrusca è ampiamente riconosciuta. La tradizione lo vuole figlio di un principe etrusco, e al suo regno si attribuiscono importanti riforme politiche e sociali, oltre alla costruzione del primo sistema di mura difensive di Roma.

Cosa ci raccontano mito e leggenda riguardo la fondazione di Roma

Dopo la caduta di Troia – secondo il mito – Enea si rifugiò con il padre Anchise e il figlio Ascanio sulle coste del Lazio, dove la stirpe troiana continuò. Il figlio Ascanio fondò Alba Longa, da cui discese Numitore, spodestato dal fratello Amulio. Per impedire eredi al trono, Amulio costrinse la nipote Rea Silvia a farsi vestale, ma il dio Marte si unì a lei e nacquero i gemelli Romolo e Remo, destinati a fondare Roma.

In termini mitologici Roma discenderebbe quindi da Venere, madre di Enea, e da Marte, padre di Romolo e Remo – un’ascendenza divina che intreccia guerra e bellezza alle origini della città.

Le prime fasi della fondazione di Roma tra mito e storia

L’archeologo Andrea Carandini ha ricostruito i rituali fondativi di Roma in una conferenza sulla nascita della Città Eterna. Secondo la sua ricostruzione, Romolo si posizionò sull’Aventino per compiere un rito augurale, poi scagliò una lancia di corniolo verso il Palatino – gesto simbolico di conquista. La lancia, conficcandosi nel suolo, fece nascere un albero: presagio favorevole degli dei.

Si accorse che i rituali dei Latini non erano sufficienti a fondare la città e coinvolse gli Etruschi, che avevano un vero e proprio manuale contenente tutti i rituali necessari per fondare una città.

Romolo si spostò poi sul Palatino. Nel rito fondativo accumulò le terre dei vari rioni – simbolo di unità senza distinzione sociale – insieme al raccolto. Pronunciò quindi il nome pubblico di Roma e i nomi segreti della città, e accese il fuoco propiziatorio.

Il sacrificio nei rituali propiziatori

Tra i ritrovamenti nelle aree in cui Romolo avrebbe compiuto i riti fondativi, emergono elementi compatibili con un sacrificio propiziatorio – inclusa, secondo Carandini, la sepoltura di una bambina nell’area rituale. Una scoperta che disturba, ma che l’analisi storica non può ignorare.

L’idea del sacrificio come offerta alle divinità non è esclusiva della cultura etrusca o romana: si ritrova in culture geograficamente distanti, dall’America Centrale all’Europa del Nord, fino all’Asia orientale. Questo parallelismo è uno degli elementi che vale la pena tenere in considerazione, senza semplificazioni e senza idealizzare il passato.

Le Mura Serviane e l’influenza etrusca

Mura Serviane, Roma
Mura Serviane, Roma – Giovanni Rinaldi/Shutterstock.com

Un’altra testimonianza dell’influenza etrusca sulla prima Roma è rappresentata dalle Mura Serviane, un vasto sistema difensivo in blocchi di tufo costruito sotto il regno di Servio Tullio, uno dei re etruschi di Roma (VI secolo a.C.).

Sebbene il nome “Serviane” derivi da questa tradizione, molti studiosi ritengono che le mura siano state ampliate o riedificate in epoche successive, ma la prima fase costruttiva coincide con una visione urbana che richiama metodi e modelli propri dell’Etruria, risalendo con grande probabilità al VI secolo a.C.

L’uso di grandi blocchi di tufo regolarmente squadrati e la monumentalità dell’opera indicano una conoscenza tecnica avanzata, che si ritrova anche nelle fortificazioni delle città etrusche contemporanee, come Veio, Cerveteri o Tarquinia. L’organizzazione urbana e difensiva di Roma arcaica fu profondamente influenzata dal mondo etrusco nella religione e nei riti fondativi, nelle infrastrutture e nell’architettura.

Conclusioni

Abbiamo analizzato in breve storia e mito riguardanti la nascita dell’antica Roma e molte prove sembrano portare nella direzione che l’impero romano derivi da conoscenze e abilità più antiche, tramandate dagli Etruschi.

Ma l’aspetto più interessante nel filo che stiamo provando a tracciare riguarda la possibile connessione, almeno in parte tra Troia, Etruria e Roma. Ricordando che sin dai tempi dell’antica Grecia vi erano tante classi sociali e micro realtà, possiamo formulare l’ipotesi che gli Etruschi -a loro volta poi suddivisi in classi (così come i Patrizi e i Plebei dell’antica Roma) appartenessero a un filone di origine nobiliare.

Abbiamo seguito un percorso che sembra compiersi con il cristianesimo circa settecento anni dopo, e nel quale emerge l’esigenza della società del tempo di definire dei confini morali molto importanti, voltando pagina rispetto ad alcune tradizioni del passato. Sebbene siamo consapevoli che nei successivi 2000 anni, nel nome di quella cultura che nasceva, si sarebbero compiuti innumerevoli errori, forse seguendo troppo poco il messaggio all’origine.

Dobbiamo comprendere che elementi culturali per noi oggi inaccettabili in passato potessero far parte della normalità e impegnarci a leggere la storia ponderando le evidenze rispetto al contesto di riferimento.

Importante sottolineare, in conclusione, che come riportato dallo stesso Andrea Carandini gli Etruschi furono probabilmente (tra) i primi grandi costruttori dell’area del Mediterraneo, forse anche anticipando i Greci stessi. E che i successivi punti di contatto tra i due popoli probabilmente avvennero in seguito.

La nascita di Roma è certamente il risultato quindi dell’unione di molte culture, tra le quali quella etrusca svolse un ruolo determinante.

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