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Arezzo, una delle città della Dodecapoli etrusca

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Arezzo (Arretium), lucumone della Dodecapoli etrusca. La Chimera di Arezzo, bronzo del V-IV sec. a.C., è uno dei simboli più noti dell’arte etrusca.

lat43.463196·lng11.878340Google MapsApple Maps

Arezzo, conosciuta nell’antichità come Arretium, fu una delle dodici lucumonie della Dodecapoli etrusca, una confederazione di città-stato indipendenti che dominavano l’antica Etruria. Situata tra le valli del Casentino, Valdarno, Valdichiana e Valtiberina, Arezzo divenne un importante centro politico, economico e culturale.

Nel VII secolo a.C., la città si sviluppò notevolmente grazie alla lavorazione dei metalli e alla produzione di ceramiche, in particolare la ceramica “corallina” . Gli Etruschi dotarono Arezzo della sua prima cinta muraria nel V secolo a.C., trasformandola da un villaggio agricolo in una vera e propria città fortificata.

Uno dei simboli più emblematici dell’arte etrusca è la Chimera di Arezzo, una scultura in bronzo raffigurante una creatura mitologica con corpo di leone, una testa di capra sul dorso e una coda a forma di serpente. Rinvenuta nel 1553 durante i lavori per le fortificazioni medicee, la statua è datata tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a.C. ed è attualmente conservata al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Chimera di Arezzo – Autore e dettagli (foto di pubblico dominio)

La presenza di iscrizioni votive, come quella dedicata al dio Tinia (TINSCVIL), testimonia l’importanza religiosa e culturale di Arezzo nell’ambito della civiltà etrusca. La città mantenne la sua rilevanza anche durante l’epoca romana, continuando a essere un centro vitale dell’Italia centrale.

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