Salta al contenuto principale
Tracce dal Passato
Tracce
dal Passato

Tracce dal Passato

Rivelata l’origine del bronzo nuragico: la Sardegna come centro metallurgico

Rivelata l’origine del bronzo nuragico: la Sardegna come centro metallurgico
Nuraghe in Sardegna - Fabiano Goreme Caddeo/Shutterstock.com
Ultimo aggiornamento ·
Il bronzo dei bronzetti nuragici proveniva dalle miniere sarde: la Sardegna come centro della metallurgia mediterranea tra Bronzo finale e Ferro antico.

Recenti studi mostrano come i santuari nuragici sardi erano dei veri e propri centri per la gestione e la lavorazione dei metalli tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro.

I santuari nuragici vengono spesso associati a funzioni esclusivamente ritualistiche, ma i dati di questo studio restituiscono un’immagine più complessa.

Il nuovo studio pubblicato su PLoS ONE ha analizzato quarantotto bronzetti nuragici e tre lingotti di rame proveniente da tre importanti santuari della Sardegna e da un sito non identificato, risalenti al I millennio a.C.

Utilizzando un approccio definito multiproxy che mette insieme analisi chimiche tradizionali, isotopi del piombo e isotopi di rame, stagno e osmio, i risultati hanno mostrato che il rame proveniva prevalentemente dal distretto Iglesiente-Sulcis, probabilmente dalla miniera di Sa Duchessa, e dalla Penisola Iberica.

La ricerca rivela quindi che i bronzetti nuragici, statuette in bronzo, erano realizzati con rame locale, ulteriore segno di una cultura avanzata e di una vera e propria rete commerciale e culturale che collegava la Sardegna al Mediterraneo occidentale e orientale. Sono noti per esempio i commerci con gli Etruschi risalenti proprio al I millennio a.C.

Al contrario, non risultano evidenze di utilizzo diretto di rame cipriota nei bronzetti analizzati, come precedentemente si riteneva.

Le opere in bronzo erano probabilmente commissionate dall’élite come offerte votive e la varietà dei materiali utilizzati suggerisce che i metallurgisti nuragici selezionassero rame locale o straniero in base alla disponibilità, la qualità o al costo.

Lo studio conferma quindi che i santuari non erano solo luoghi religiosi, ma veri e propri centri produttivi e di deposito di metalli, ponendo la Sardegna come nodo strategico nelle reti metallurgiche e commerciali dell’epoca.

Condividi