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Altopiano di Giza, Egitto

L’altopiano di Giza ospita tre piramidi e la Sfinge su un pianoro livellato, con allineamenti astronomici ancora oggetto di studio e dibattito.

lat29.979245·lng31.134202Google MapsApple Maps

Le cosiddette tre piramidi di Giza sono un complesso monumentale le cui tecniche costruttive pongono interrogativi tecnici ancora aperti agli ingegneri. Esse sono inoltre un tassello dei tanti che compongono l’intera area e che gli conferiscono un quadro ancora più articolato. Stiamo parlando di quelle che vengono chiamate Piramide di Cheope, Chefren e Micerino, che chiameremo in questo progetto Grande Piramide, Seconda e Terza Piramide dell’altopiano di Giza.

Ben altro che una semplice piana

Spesso pensiamo a Giza come a una piana, trovata dagli Egizi in tempi antichi e sulla quale avrebbero edificato delle piramidi a scopo tombale, basandosi sulla forza lavoro degli schiavi. Questa visione semplifica in modo significativo ciò che abbiamo invece di fronte. Un elemento che aiuta a capire quanto sia grandiosa l’opera è che in realtà stiamo parlando di un altopiano, inizialmente scavato e livellato a filo per ospitare le piramidi. Solo questo elemento ne indica già la complessità ingegneristica.

Scelta del luogo accurata

Si aggiunge inoltre la scelta del luogo, particolarmente adatta a sorreggerne il peso. Gli Egizi non avevano modo di analizzare gli strati sottostanti decine e centinaia di metri l’intera piana. Questo è uno dei tanti elementi che viene di fatto implicitamente accettato come fortuna da parte dei costruttori. Si stima che la Grande Piramide sia costituita da 2.300.000 blocchi (due milioni trecentomila).

Evidenze nella modalità di costruzione

I costruttori però vollero fare di più: le piramidi erano rivestite in modo da apparire completamente tirate a lucido. Ad esempio, con rivestimenti lisci di pietra calcarea capaci di rifletterne la luce solare da grandissime distanze.

Allineamenti astronomici e matematica

Ma questo non gli bastava, le costruirono -come avremo modo di analizzare in questo progetto negli articoli e le news- con allineamenti astronomici e calcoli matematici molto precisi, così come la Sfinge. Dimostrando inoltre di conoscere il π (Pi greco), il φ (Phi) e il metro ben prima di quanto ritenevamo fosse possibile. Questa evidenza, dati alla mano, che approfondiremo negli articoli, potrebbe sorprendere. Forse può iniziare a suonare più accettabile considerando il fatto che per esempio la tavoletta Sumera Plimpton 322 dimostra, secondo una ricerca di un team dell’Università del Nuovo Galles del Sud (UNSW Sydney), che la trigonometria era conosciuta ben prima dei Greci e utilizzata dai Babilonesi. Qui ci fermiamo un attimo a prendere un respiro, e con approccio scientifico non diciamo scoperta dai Babilonesi ma utilizzata. Per non propagare ancora ulteriori errori nella comunicazione di una scoperta. Dato di fatto assodato, che purtroppo non viene scritto ancora oggi nei libri di scuola che attribuiscono, nonostante ciò che ebbe affermato Platone, ai Greci la propria sapienza in modo per lo più autonomo.

Rivestimenti sorprendenti

Ebbene, neanche questo era bastato ai costruttori delle piramidi dell’altopiano di Giza, i quali pensarono di doverle rivestire con un abbinamento di materiali molto attento, combinando il durissimo granito con roccia calcarea, come a seguire un modello ben preciso da applicare per qualche motivo; il rivestimento della Terza Piramide presenta una cosiddetta architettura poligonale, comprensiva di protuberanze, in granito rosa. Un tipo di lavorazione della pietra che troviamo in America Centrale.

Struttura interna

Pensando solo alla Grande Piramide, occorre citare anche che la struttura interna non è piena. La semplificazione surreale del metodo costruttivo ipotizzato a oggi, di cui parlavamo poco fa, si sgretola definitivamente nel constatare che non si tratta di pietre messe una sopra l’altra come potremmo fare nel realizzarne un plastico visibile solo dall’esterno. La struttura interna è rimasta oggetto di studio da parte degli ingegneri, con architetture interne gigantesche e precise e con cunicoli così stretti che neppure il più piccolo degli uomini riuscirebbe a passarvi, e che puntano in direzioni molto precise per poi fermarsi all’improvviso, prima di uscire dalla piramide.

Velocità della luce e coordinate geografiche della Grande Piramide di Giza

Coordinate della Grande Piramide di Giza: 29,9792° N, 31,1342° E
Velocità della luce: 299.792.458 m/s

Questo è un dato di fatto? Sì, puoi verificarlo così

  1. Cerca su google la velocità della luce
  2. Vai su Google Maps o Google Earth e al posto di inserire il luogo inserisci questi due numeri e avvia la ricerca. Puoi copiare e incollare questo: 29.9792,31.1342
Vista aerea dell'altopiano di Giza, con le tre piramidi
Vista aerea dell'altopiano di Giza – David Vogt/Shutterstock.com

Alcuni elementi dell’altopiano di Giza che approfondiremo

  • Le Grandi Piramidi
  • Il Tempio della Valle e la Strada Processionale
  • La Sfinge
  • Il collegamento con geografia, astronomia e matematica
  • Il collegamento con le altre culture antiche, sparse per il mondo

Questa connessione culturale è possibile?

Turchia -> Iraq -> Egitto -> e poi… Grecia -> Etruria -> Roma

Teniamo la mente aperta e seguiamo gli indizi.

Una possibile connessione tra Göbekli Tepe, Egitto e Sumer?
Una possibile connessione tra Gobekli Tepe, Egitto e Sumer – Tracce dal Passato

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